I parchi acquatici non fanno del vero e proprio hosting, anche se nelle strutture la permanenza è prolungata a intere giornate.
Sono in assoluta maggioranza strutture a ciclicità stagionale nelle quali le procedure di apertura e messa a riposo possono influire in modo importante sui costi di gestione.

Inquadramento normativo

I parchi acquatici possono essere diversamente inquadrati con diversi scopi societari ma di fatto sono sempre e in ogni caso riconosciuti dalle autorità di controllo come piscine, quindi ricondotti all'interno dell'Atto d'Intesa tra Stato e Regioni del 16 gennaio 2003.

Allo stesso tempo devono osservare altri aspetti normativi relativi a:

La complessità gestionale

In queste strutture la complessità e l'interazione tra l'uso delle attrazioni e la sicurezza igienica sono frequentemente complesse o dispendiose da coniugare perché non sempre l'accoppiamento è progettato in modo specifico.

Impatto economico

Particolare attenzione è da dedicare ai problemi legionellosi e fornitura d'acqua, non tanto perché più importanti che in qualsiasi altra struttura, ma perché una semplice chiusura per sanificazione o semplici accertamenti potrebbe essere più impattante economicamente sul bilancio complessivo oltre che negativa a lungo termine sull'immagine del parco.

Efficienza stagionale

Le caratteristiche di brevità della stagione operativa delle strutture impone la massima efficienza dell'intero complesso dall'apertura al giorno di chiusura delle attività, con molti operatori stagionali ai quali viene in ogni caso richiesta la massima professionalità.

Il valore dei protocolli

Disporre di protocolli aggiornati e puntualmente definiti in ogni parte costituisce il primo gradino di formazione per tutto lo staff operativo e il monitoraggio in controllo interno costante dell'esatta applicazione delle procedure stesse.